Come togliere il pannolino consigli

Come togliere il pannolino consigli

Come togliere il pannolino

Sono stata ad un seminario all’asilo dove va mia figlia, su come togliere il pannolino.

Per chi è interessato ecco i suggerimenti dati:

Quando cominciare

E’ fondamentale che il bambino sia pronto e quindi è necessario non forzare i tempi e capire quando è il momento giusto per il bambino.
E’ il momento propizio se:
– Il bambino ha più di 18 mesi (prima lo sfintere non è fisicamente pronto)
– Il pannolino del bambino è asciutto dopo il sonno del pomeriggio, dopo pranzo e dopo un paio d’ore dall’ultimo cambio
– Messo immediatamente sul water/vasino appena svegliato, riesce a fare pipì
– Il bambino è in grado di capire e seguire semplici istruzioni come “prendi la palla” e “posa il gioco nella scatola”
– Il bambino è capace di sedersi e stare seduto tranquillo o concentrarsi per 5 o 10 minuti su un giocattolo o un libro

E’ inoltre fondamentale che anche i genitori siano pronti e che non siano in ansia.
Il successo dell’addestramento al water non dipenderà solo da quanto sarà pronto il bambino ma anche da quanto lo siete voi.
Talvolta i bambini sono pronti, ma gli adulti vivono come un incubo questo momento generando ansia nei piccoli. Non è pertanto consigliabile iniziare l’addestramento nel caso in cui non abbiate il tempo per dedicarvi al cento per cento a tale compito. Per far sì che il passaggio dal pannolino al water avvenga in modo rapito e con successo è molto importante essere mentalmente sereni in modo da potersi concentrare per il tempo necessario alla riuscita del compito. Con un atteggiamento positivo e, se il memento è quello giusto, dovreste riuscire nell’impresa in una settimana.
Se quindi pensate che il momento sia quello giusto, armatevi di pazienza e…buon inizio!!!

Cosa serve
Prima di cominciare è necessario dotarsi di tutta l’attrezzatura occorrente:
– Vasino o riduttore per il water (a tal proposito si consiglia il riduttore affinché il bambino si abitui subito al water, sia perché altrimenti bisogna poi di nuovo abituarlo a passare dal vasino al water, sia perché al nido non ci sono vasini ed è importante poter continuare l’addestramento al nido)
– Una pedana, magari con antiscivolo (tipo quelle che si trovano da Ikea), ma va bene un qualsiasi rialzo: è fondamentale affinché il bambino si senta più sicuro appoggiando i piedini
– 10 paia di mutandine
– Pantaloni comodi con elastico in vita
– Selezione di libretti, cd, video
– Asciugamano personalizzato
– Star chart e stelline adesive
E’ senz’altro preferibile far indossare al bambino una maglietta corta, almeno per i primi giorni, affinché non sia necessario tirare su la maglietta quando ci si siede.
Comunque è importante vestirlo con vestiti comodi che possa gestire facilmente e rapidamente.
Assolutamente da evitare: body, pantaloni con bottoni e cinture, salopette e simili.

Abbassarsi i pantaloni autonomamente e non bagnarsi maglia o altro è il primo passo verso l’autonomia!

Preparazione del bambino:
l’importanza della motivazione per cominciare è molto utile che il bagno diventi un luogo accogliente e ricco di nuovi stimoli che invoglino il bambino a sedersi per almeno 5/10 minuti sul vasino.
E’ importante che, durante la fase preparatoria, l’adulto si faccia aiutare ad esempio a sostituire gli asciugamani bagnati con quelli puliti, magari facendo scegliere al bimbo quali usare.
Posizionate in un cestino o in una scatolina dei libricini (magari nuovi) e invitatelo a trovare un posticino in bagno in modo che quando servano siano già lì.
Se conoscete bene i gusti di vostro figlio potrete scegliere favolette o filastrocche da leggere insieme o dei cd da ascoltare in bagno ad esempio mentre mamma si trucca o papà fa la barba.

Il bagno dovrà trasformarsi in un luogo a misura di bambino.
Prima di cominciare l’addestramento, coinvolgete il bambino nella scelta delle sue nuove mutandine da grandi (almeno 10 paia a casa e 10 paia al nido), in modo che abbia voglia di indossarli prima possibile.
Invitate il piccolo a farvi compagnia in bagno mentre vi lavate e approfittate del momento per mostrare la differenza tra asciutto e bagnato mostrandogli come le mani si bagnino con l’acqua quando si lavano e poi asciughino con l’asciugamano.

Mette molta enfasi nelle parole “asciutto” e “bagnato” e provate a proporgli di scegliere se asciugarsi le mani con un asciugamano asciutto o in uno bagnato. Così inizierà a comprendere la differenza tra asciutto e bagnato.
Incoraggiatelo a sedersi sul water mentre preparate l’acqua per il bagnetto, magari dandogli un libretto da guardare e se farà pipì abbondate in complimenti, applausi, sei bravissimo, siamo orgogliosi, ecc…

Come fare durante i primi giorni
Nei primi due giorni il bambino avrà bisogno di tutta la vostra attenzione e di una buona dose di incoraggiamento, perciò è consigliabile iniziare nel fine settimana, quando sarete liberi da qualsiasi altro impegno.
Il primo giorno dopo colazione, il bambino potrà indossare le speciali “mutande da grandi”. Se la fase preparatoria è iniziata da almeno una settimana, saprà cosa vi aspettate da lui. Incoraggiatelo dicendo che con le mutande speciali anche lui potrà usare il water come i grandi. Iniziate a stimolarlo chiedendogli di farvi compagnia mentre voi fate pipì. Durante il primo giorno dovreste poter fare sedere il bambino sul water all’incirca ogni 20/30 minuti per circa 5 minuti.
Potrà capitare che non faccia pipì o anche che le mutandine si bagnino: basta non farne un dramma e tutto proseguirà senza intoppi.
Dopo due volte di seguito che il water viene usato con successo, il bimbo ne sarà talmente fiero che sarà lui stesso a chiedervi di fare pipì.
Ogni volta che riesce nell’impresa complimentatevi con applausi e lodi.
Alla fine della giornata, indipendentemente da come è andata, dite che siete fieri ed orgogliosi per l’impegno che ci mette (spiegate sempre il motivo) e prima di andare a dormire fategli scegliere le mutandine da indossare il giorno seguente in modo da rafforzare in lui l’idea di metterle.
Proseguite nello stesso modo il secondo giorno, mettendo il pannolino solo per il sonnellino e per la notte.
Se siete costretti ad uscire (in questo primo week end sarebbe preferibile restare a casa) ricordate di chiedere al bambino di fare pipì prima, ma non cedete alla tentazione di far indossare il pannolino o peggio il pannolino/mutandina (decisamente sconsigliato perché i bambini finiscono per confondersi ed anche perché capiscono che si tratta in fondo di pannolino…) perché questo manderebbe segnali poco chiari e confusi al bambino ed è uno dei motivi per cui l’addestramento al water potrebbe durare tanto tempo.
La coerenza è fondamentale se volete che l’addestramento sia rapido ed efficace: il bambino deve avere le mutandine per tutto il giorno, mentre i pannolini sono riservati solo alla notte o per dormire.
Le piccole disavventure mostreranno al bambino la differenza tra asciutto e bagnato.

Pipì a letto, regressione e paura della popò
E’ molto comune che i bambini, durante l’addestramento, abbiano ogni tanto incidenti notturni. Il consiglio migliore è quello di continuare a mettere il pannolino durante l’orario delle nanne diurne fin quando non è costantemente asciutto al risveglio per almeno 2 settimane.
Per il sonno notturno invece è meglio continuare con il pannolino per un paio di mesi se il bimbo ha meno di 3 anni, dai 3 anni in su basterà invece un mese.
Se il piccolo è rimasto asciutto per molte settimane e all’improvviso comincia a regredire durante il giorno o bagnare il letto potrebbero esserci cause di diversa natura.
Certamente gli aspetti emotivo – psicologici sono i primi che dovrebbero essere presi in considerazione: avvenimenti importanti come l’inserimento al nido o alla materna, la nascita di un fratellino, un trasloco, la separazione dei genitore, possono creare disturbi emotivi che si ripercuotono immediatamente sull’autonomia del bambino.
Importante è (per ciò che concerne la pipì a letto) anche la quantità di liquidi assunti nel tardo pomeriggio e durante la sera e se prima di andare a letto ci si è dimenticati di accompagnare il bambino in bagno.
Per ultimo non va trascurata l’idea di un’infezione urinaria.
Qualunque sia la causa della regressione, non vi consiglio di tornare al pannolino anche se questa scelta significherà molte mutandine bagnate per un breve periodo: con pazienza e incoraggiamento, alla fine riuscirete a riportare il bambino all’obiettivo prefissato.
Coinvolgete il bambino nel cambio degli indumenti bagnati, puntate da subito all’importanza dell’igiene anche se questo significherà passare al bagno parecchio tempo.
Dopo ogni incidente è buono che sotto la vostra sorveglianza impari a cambiarsi i vestiti, si lavi le mani, magari con un sapone che avete comprato insieme proprio per l’occasione, e si asciughi bene nel suo asciugamano preferito.

Espulsione delle feci:

Non si può identificare l’età giusta per l’acquisizione del controllo nell’espulsione delle feci, perché, differentemente dalla pipì, le implicazioni psicologiche in questo caso sono tante.

Il momento giusto bisogna trovarlo insieme e i primi tentativi vanno fatti nei momenti in cui solitamente il bambino fa la popò.
Durante i primi giorni è importante stargli accanto per tutto il tempo necessario, magari leggendo un libro o raccontando una storia.Alcuni bambini hanno delle reazioni di pianto o di spavento alla vista di ciò che hanno “depositato”.
E’ assolutamente normale!
Pensano di perdere una parte di sé (così come hanno pianto per il taglio delle unghie e dei capelli) e questa esperienza è vissuta con angoscia.
Con parole semplici si può spiegare che la popò è ciò che resta della pappa, dopo che il corpo l’ha digerita.
Organizziamo un simpatico “congedo” tirando lo sciacquone e salutando allegramente constatando che dopo ci si sente molto meglio.
Non esagerate però nei saluti perché il bambino potrebbe pensare che si tratti di una cosa animata e potrebbe di conseguenza spaventarsi.
Può capitare a volte che durante l’addestramento al water, il bambino abbia improvvisamente episodi di stipsi.
L’esperienza di trattare le feci e di avere un’evacuazione dolorosa può spingere il bambino a trattenersi ancora per lungo tempo e ad innescare un circolo vizioso.
Bisogna favorire un’alimentazione in linea con i suggerimenti del pediatra, rassicurare e sostenere il bimbo durante l’evacuazione, non agitarsi inutilmente perché la serenità della mamma è indispensabile in ogni esperienza dei figli, non promettete punizioni perché il bambino non si inibisca ancora di più e soprattutto valutate sempre se vi sono situazioni di disagio.

NON RIPORTATE DAVANTI AD AMICI E PARENTI GLI EPISODI SPIACEVOLI SE IL BIMBO E’ PRESENTE, MA ELOGIATELO PER IL SUO IMPEGNO!

Consigli pratici:

Se il bimbo proprio non vuole saperne di collaborare, fatevi aiutare a decorare il bagno con adesivi o “attacca stacca” o una tabella dei progressi (star chart, dove, attaccare una stellina ogni volta che si fa pipì o popò).
A volte, l’incontro con il water può spaventare per l’idea che si venga risucchiati.
Dare forma alle paure aiuta ad affrontarle e sconfiggerle. Creare delle espressioni mostruose con carta e cartoncino, incollarle sul coperchio del water per poi sparare e ucciderle fa passare la paura!
Procuratevi anche una pedana da mettere sotto i piedini del bambino quando è seduto in modo che non si senta sospeso nel vuoto.
Preparate dei cambi di lenzuola per il lettino ed un coprimaterasso cerato.
Se il bimbo frequenta un nido accordatevi con le educatrici e informatele nel momento in cui iniziate l’addestramento: la collaborazione, la continuità e la costanza sono fondamentali!

 

Come togliere il pannolino

Supermamma Claudia

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Gloriana Lori
Supermamma di 4 meravigliosi bambini, blogger nel "tempo libero". W le famiglie numerose! :)

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