Gelato casalingo, avventura irripetibile

Gelato casalingo, avventura irripetibile

Gelato casalingo, avventura irripetibile.

Tutto iniziò con un “Mamma facciamo il gelato?”

“Certo Amore mio, facciamo il gelato in casa con la gelatiera che ci ha regalato zio (il fratello di mia nonna)”
Una Simac “il gelataio” degli anni 90 se non addirittura più vecchia, in 20 minuti fa un chilo di gelato favoloso. Consuma come una Ferrari, fa rumore come una classe con 60 ragazzini di 7 anni, di quei rumori che anche se ti tappi le orecchie li senti comunque nello stomaco… ma funziona!
Ha le dimensioni di 5 gelatiere moderne e pesa tanto, non so che materiali usassero, ma ho provato a sollevare il mio frigorifero (pieno) e pesa meno della gelatiera!
La vado a prendere, è nello sgabuzzino, appoggiata in terra, nella sua confezione originale, sopra 3 strati di polvere, uno scatolone dei giocattoli, un servizio di piatti, una scatola di vestiti e uno zaino. Sposto tutto appoggiando a casaccio per casa la pila di roba e la libero, provo a sollevare la gelateria e per poco non mi slogo una spalla.
La sollevo… ed ora? come ci passo dalla porta? Cammino all’indietro, mi fratturo le nocche contro lo stipite della porta, per 2 millimetri non ci passava… sanguinante e con passetto rapido rapido corro in cucina sbrigandomi per appoggiarla sul tavolo prima che mi cada. Evito una paperella, salto un triciclo, schivo una macchinina urlo “BAMBINIIII LEVATEVIIIIIII CHE PESAAAAAA!” e finalmente la mollo sul tavolo.
La apro, la lavo, c’è ancora il ricettario, la accendo, funziona ancora! Unisco gli ingredienti, premo il pulsante “FREDDO” e aziono le pale (manco dovessi far partire un’astronave).
Dopo 20 minuti di casino infernale ecco pronto il gelato fior di latte, buono! I bambini lo mangiano con una spolverata di Nesquik. Merenda risolta.
Dopo averla pulita arriva il momento di rimetterla al suo posto, è talmente ingombrante che non può rimanere sul tavolo, va rinfilata nella sua confezione (originale) e rimessa nello sgabuzzino con tutta la pila di roba sopra, altrimenti non si passa più.
La sollevo piano piano che se mi cade spacco in due il tavolo e la rinfilo prima nel polistirolo poi nel cartone che sembravo Hulk alle prese con Platinette.
Ora mi tocca incollarla di nuovo per tutto il corridoio. La afferro con sforzo sovrumano, corri corri che pesa, schivo la macchinina, salto il triciclo e atterro sulla paperella, mi si intrecciano le gambe, perdo l’equilibrio ma continuo a correre tutta disarticolata, liscio la porta dello sgabuzzino, arrivo lunga in camera da letto, mi avvolgo con il corpo alla tenda tipo cannolo (non la mollo la gelatiera, su ebay la vendono a 115 euro), tiro giù la tenda e mi ritrovo seduta in terra con la gelatiera sulle gambe (non mi sono fatta nulla).

Morale: La prossima volta che mi chiedono il gelato GLIELO COMPRO!

Ps: Vendo gelatiera vintage, perfettamente funzionante, gelato ottimo, contattare Superamma ore pasti, astenersi perditempo. 😀

 

Gelato casalingo, avventura irripetibile.

Supermamma

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Gloriana Lori
Supermamma di 4 meravigliosi bambini, blogger nel "tempo libero". W le famiglie numerose! :)
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